Moneyless solo show “Alea Iacta Est”

Alea Iacta Est

Moneyless, mostra personale
Curatori
Gianluca Marziani
Stefano S. Antonelli
Project management
Francecsa Mezzano

21 set-30 ott 2013

 

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Da “La cerchiatura del cerchio” di Gianluca Marziani

La memoria corre rapida a Giacomo Balla, alla sua concezione futurista del mondo, al movimento plastico delle sue linee andamentali. Il dinamismo dell’automobile in corsa fu l’archetipo della geometria figurativa, l’esordio estetico di una sintesi interpretativa del reale. La sequenza progressiva tra velocità e luce indicò una chiave pittorica mancante, un limbo risolutivo che amalgamava figurazione e astrattismo per creare una terza via tra carne e spirito. Le compenetrazioni iridescenti confermarono lo spiccato avanguardismo di Balla: anche qui il rapporto sequenziale tra geometria e colore stava leggendo i codici urbani del modernismo, mappando le coordinate della figurazione geometrica, in anticipo sui minimalismi del Dopoguerra, sulle chiavi che legano la pittura con l’architettura, il design, la musica elettronica, la moda, la grafica editoriale.

Ripartire dal cerchio per affrontare la linea e il suo sviluppo geometrico. Moneyless usa la forza centrifuga della circonferenza per azionare la geometria nello spazio pubblico del quotidiano. Un disco ideale ruota sui grandi formati della città ma anche nella dimensione ridotta del quadro, dove nulla si perde dell’energia motoria, del dinamismo sequenziale, della vibrazione elettrica che amplifica i contenuti dietro le apparenti astrazioni. Tavole e carte, superfici arcaiche che certificano il valore del tempo, assorbono il segno con la nitida leggerezza delle icone bizantine in foglia d’oro. La pulsazione geometrica trova il suo registro aureo nel piccolo formato, dove la centralità ottica crea un’ipnosi scenica, non tanto distante dalle madonne russe con la loro fermezza superficiale, dai volti chirurgici di Antonello da Messina, dalle impressioni luministiche di Vermeer.

Diciamolo senza titubanze: significa poco o nulla la dicitura “arte astratta”, le vecchie indicazioni di categoria appaiono inapplicabili ai modelli linguistici del presente. Moneyless entra nel cuore immaginario della geometria, nel dinamismo concreto delle forme che affrontano uno spazio (in bilico costante tra due e tre dimensioni). E ci ricorda che la geometria è figurazione sintetica, modulo generativo dell’universo, radice dei codici estetici con cui definiamo la nostra posizione spaziotemporale.